Studio musica da piccoli fa bene a udito.

Chi prende lezioni di musica da piccolo, da grande avra’ una migliore capacita’ di ascolto, che consentira’ al suo cervello di riconoscere meglio le diverse frequenze. Lo ha verificato uno studio, pubblicato sul ‘Journal of Neuroscience’, che ha messo a confronto chi da bambino aveva studiato per imparare a suonare uno strumento per 1-5 anni, e chi no. Il risultato e’ che chi studia musica da bambino da grande riesce ad esempio a seguire conversazioni in ambienti rumorosi, come i ristoranti.

La Terapia Idropinica del Colon

La terapia idropinica del colon, più comunemente nota come colon-idroterapia (C.I.T.) o idrocolon-terapia, è un atto medico operativo idoneo alla attivazione della complessa fisiologia del sistema enterocolico e dei suoi annessi. Leggi tutto

Entrata in vigore oggi la nuova ricetta con l’indicazione del principio attivo

Entrata in vigore oggi 20 agosto 2012 la nuova ricetta con l’indicazione del principio attivo, cioe’ il nome della sostanza, contenuta nel farmaco, che possiede proprieta’ terapeutiche. Questo e’ gia’ sufficiente perche’ la ricetta sia valida e il farmacista consegnera’ all’assistito il farmaco dal prezzo piu’ basso contenente quel principio attivo. Il medico puo’ anche aggiungere il nome commerciale di un farmaco, specificando che non e’ sostituibile, ma accompagnandolo con una sintetica motivazione scritta.

 

Dieta mediterranea per proteggere ossa.

Seguire per due anni la dieta mediterranea a base di olio d’oliva basta a proteggere le ossa in eta’ adulta e diminuisce la possibilita’ di osteoporosi. E’ quanto emerge da una ricerca dell’Ospedale Josep Trueta di Girona, in Spagna, pubblicata sulla rivista Journal on Clinical Endocrinology and Metabolism. Chi consuma olio d’oliva, spiegano gli scienziati, ha nel proprio sangue un elevato livello di un ormone chiamato osteocalcina, legato alla forza e alla resistenza delle ossa.

SALUTE. GIORNATA MALATTIE RARE, 583 QUELLE INCLUSE NEI LEA

(DIRE – Notiziario Sanita’) Roma, 20 feb. – In Italia sono centinaia di migliaia i pazienti affetti da patologie rare che affrontano spesso difficolta’ cosi’ pesanti da pregiudicare la qualita’ della vita di interi nuclei familiari, la realta’ lavorativa dei loro componenti e spesso anche la loro sopravvivenza economica. A loro e’ dedicata la Giornata delle malattie rare in programma in tutto il mondo il prossimo 29 febbraio. Raro il giorno, rari i malanni di cui si parlera’ anche al Senato in un convegno dal titolo “La Solidarieta’ che costruisce”. L’evento si articolera’ in una grande tavola rotonda tra pazienti e istituzioni pubbliche ed interventi politici e istituzionali.

Nel 2001 con il decreto ministeriale 279 sono state individuate 583 malattie rare e/o gruppi di malattie aventi diritto all’esenzione per le prestazioni sanitarie correlate alla malattia e incluse nei livelli essenziali di assistenza. Molte malattie rare presenti non sono pero’ incluse nell’elenco ministeriale, con drammatiche conseguenze per quei pazienti che, pur avendo una malattia rara, non possono beneficiare di alcuna speciale tutela. Di questo si parlera’ al Senato grazie allo sforzo di UNIAMO F.I.M.R. La onlus che coordina la Giornata delle Malattie Rare a livello nazionale fin dalla prima edizione nel 2008.

Do signs of natural plugging of superior semicircular canal dehiscence exist?

Cristina Brandolini, MD, Giovanni Carlo Modugno, MD.
Department of Specialistic Surgical and Anesthesiological Sciences, University of Bologna, Italy

Our experience with 102 patients having superior semicircular canal dehiscence confirm that the clinical manifestations of the disease are very diverse; the aim of the study was to understand which semiological and instrumental element….   Leggi l’articolo originale                  Leggi la traduzione

I SOCIAL NETWORK POSSONO CAMBIARE LA STRUTTURA DEL CERVELLO

I social network cambiano fisicamente il cervello e c'e' un legame diretto tra il numero di 'amici' su internet e la quantita' di materia grigia nelle aree cerebrali dedicate alla socialita'. E' quanto appurato da un team di ricercatori dell'university College di Londra, in uno studio pubblicato sulla rivista 'Proceedings' della Royal Society Biological Sciences. Gli scienziati hanno effettuato una scansione del cervello in 3D su 125 studenti universitari di Londra e hanno contato il numero di amici di Facebook che ogni volontario aveva, cosi' come hanno valutato le dimensioni della loro rete di amici veri. Un forte legame e' stato trovato tra il numero di amici di Facebook e la quantita' di materia grigia in alcune parti del loro cervello.
"Abbiamo trovato alcune regioni cerebrali che sembrano avere un collegamento con il numero di amici che abbiamo, sia 'reali' che 'virtuali'", ha detto il dottor Kanai Ryota, uno dei ricercatori dell'University College. "La questione interessante e' se queste strutture cambiano nel tempo. Questo ci aiutera' a rispondere alla domanda se Internet sta cambiando il nostro cervello". Una regione in questione e' l'amigdala, che e' associata con la memoria e le risposte emotive. Precedenti ricerche hanno dimostrato un legame tra il volume della materia grigia nella amigdala e la dimensione e la complessita' delle reti sociali nel mondo reale. Ma altre tre aree del cervello sono risultate collegate esclusivamente con la dimensione della rete sociale online dei soggetti indagati, non con il numero dei loro amici 'reali'. Si tratta del solco temporale superiore destro, che ha un ruolo nella percezione e puo' essere compromesso nell'autismo; la circonvoluzione temporale media, associata alla capacita' di "leggere" i segnali sociali; il complesso entorinale destro, importante nella memoria e nell'orientamento. Il professor Geraint Rees, che ha guidato la ricerca, ha dichiarato che si comprende ancora poco circa l'impatto dei social network sul cervello. "Il nostro studio ci aiutera' a capire come le nostre interazioni con il mondo siano mediate attraverso i social network. Questo dovrebbe permetterci di iniziare a porci domande intelligenti sul rapporto tra Internet e il cervello, questioni scientifiche e non di tipo politico".

Visualization of Endolymphatic Hydrops after Intratympanic injection of Gd-DTPA: Comparison of 2D and 3D Real Inversion Recovery Imaging

Purpose: Endolymphatic hydrops of Ménière’s disease has been visualized after intratympanic injection of gadopentetate dimeglumine (Gd-DTPA) inversion-recovery sequence with real reconstruction (3D real IR). This technique enables differentiation of bone and endo- and perilymph space on a single image but requires 15 min of scan time. Therefore, we compared it with 2D real IR, which is faster.

Shinji Naganawa-Masahiro Yamazaki-Hisashi Kawai, Departments of radiology, Nagoya University, Graduate School of Medicine, Nagoya, Japan.

Michihiko Sone-Tsutomu Nakashima, Departments of Otorhinolaryngology, Nagoya University, Graduate School of Medicine, Nagoya, Japan.

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Papel de la medicina genómica en las enfermedades del oído medio e interno

Introducción y objetivos: La medicina genómica estudia la susceptibilidad que determinan grupos de marcadores genéticos para el desarrollo de las enfermedades genéticas complejas. El objetivo de esta revisión es introducir al otorrinolaringólogo clínico a la genómica. Se resumen los avances tecnológicos en genotipado y ecuenciación que se han producido en los últimos anos, y que han permitido el desarrollo de estudios de asociación genómica a gran escala en las
causas más comunes de hipoacusia.

José Antonio López, Grupo de Otologia & Otoneurología, CTS495, Centro de Genómica e Investigación Oncológica —GENyO Pfizer-Universidad de Granada— Junta de Andalucia, Granada, Espana

Escameza, Departamento de Otorrinolaringología, Hospital de Poniente, El Ejido, Almería, Espana

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Intratympanic steroids for Ménière’s disease or syndrome (Review)

Objectives: to assess the effectiveness of intratympanic steroids on the frequency and severity of attacks of vertigo, on chronic symptoms such as tinnitus, imbalance and hearing loss, and on the progression of these symptoms in patients with definiteMénière’s disease or syndrome,
as defined by the AAO-HNS Committee.

John S Phillips, Department of Otolaryngology, Norfolk and Norwich University Hospital NHS Trust, Norwich, UK.
Brian Westerberg, Otology & Neurotology, St.Paul’s Rotary Hearing Clinic, Vancouver, Canada.
 

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